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Il settore lattiero-caseario nella provincia di Isernia

Nella provincia di Isernia, le aziende che allevano vacche da latte rappresentano circa un quarto degli allevatori presenti in Molise e, in termini di capi di bestiame, la provincia pesa per il 28% sul totale regionale. Le aziende che allevano vacche da latte in provincia sono passate da 1.587 nel 1982 a 1.483 nel 1990 (-7%, contro il -10% registrato a livello regionale), fino a 608 nel 2000, con una variazione complessiva tra il 1982 e il 2000 del -62%. Con riferimento al numero di capi, le vacche da latte crescono del 50% tra il 1982 e il 1990 (passando da 5.995 a 9.020), ma diminuiscono nel 2000 fino a quota 5.571, riportandosi, quindi, su livelli simili a quelli degli anni Ottanta (-7% nel periodo 1982-2000).

Nel corso di circa 20 anni il settore ha sperimentato una contrazione a livello nazionale, ma in Molise, pur essendo diminuite le aziende, il numero di vacche da latte ha subito un ridimensionamento contenuto (-4% in regione, -7% nella provincia di Isernia).

Dai dati resi disponibili dall’ultimo Censimento, risulta che in Molise un’azienda che alleva vacche da latte ha una media di 7,6 capi di bestiame. Si osserva, entrando maggiormente nel dettaglio, che per metà degli allevatori il numero di capi non supera 5 e nel 76% dei casi non supera 10; per l’1% degli allevatori i capi di bestiame sono almeno 50 e soltanto per lo 0,2% degli operatori superano le 100 unità. In provincia di Isernia, il quadro di riferimento non si discosta particolarmente da quello regionale: il numero medio di vacche da latte allevate è 9,2; per circa il 50% degli allevatori il numero di capi di bestiame non supera 5, per il 69% degli allevatori non supera 10, per l’1% sono almeno 50 e solo per lo 0,3% degli operatori superano le 100 unità. Per quanto riguarda la superficie agricola utilizzata (SAU), in Molise (considerando sia la regione nel suo complesso sia la sola provincia di Isernia), per metà delle aziende che allevano vacche da latte l’estensione non supera i 10 ettari (ha) di SAU; il 2% delle aziende ha una SAU superiore a 50 ha e soltanto lo 0,3% dei casi supera i 100 ha di estensione.

In generale gli allevamenti molisani risultano, quindi, tendenzialmente più piccoli rispetto alla media nazionale, sia in termini di capi di bestiame allevati sia in termini di estensione del sito.

Nella provincia di Isernia i comuni più rilevanti con riferimento agli allevamenti di vacche da latte sono Frosolone, Agnone, Montenero Val Cocchiara, Macchiagodena e Venafro, che complessivamente allevano circa il 50% dei capi di bestiame allevati in provincia.

Comune1 Vacche da latte (%)
Frosolone 14,4%
Agnone 10,1%
Montenero Val Cocchiara 9,5%
Macchiagodena 9,3%
Venafro 5,8%
Vastogirardi 4,8%
Roccamandolfi 4,0%
Belmonte del Sannio 3,7%
Isernia 3,6%
Carovilli 3,6%
Capracotta 3,1%
Sesto Campano 3,1%
Carpinone 2,5%
Cantalupo nel Sannio 2,3%
Civitanova del Sannio 2,2%
Bagnoli del Trigno 1,7%
Miranda 1,7%
Rionero Sannitico 1,5%
Pozzilli 1,4%
Pizzone 1,3%
Rocchetta a Volturno 1,2%
1Sono riportati nella tabella i comuni che hanno un peso superiore all’1% rispetto al totale provinciale.

Sulla base di dati più recenti2 diffusi da Istat, emerge che nel 2007 il numero di allevamenti con vacche da latte in Molise si attesta a 1.750 (in calo di oltre il 30% rispetto al dato censuario relativo al 2000) e il numero di capi di bestiame raggiunge quota 20.741. Il numero medio di vacche per azienda di allevamento sale, quindi, a 12, crescendo del 55% rispetto a quello registrato in occasione del 5° Censimento dell’Agricoltura. Anche in Molise, quindi, alla riduzione del numero totale degli allevamenti, corrisponde un aumento del numero medio di capi di bestiame per singolo allevamento, come rilevato per l’intero contesto nazionale.

Sono disponibili anche dati più aggiornati a livello regionale sul numero di vacche allevate, dai quali risulta che gli allevamenti non hanno subito forti variazioni rispetto alla situazione fotografata dal 5° Censimento dell’Agricoltura. Nel 2009, in particolare, si registra una variazione percentuale (Δ%) positiva e pari al 6% rispetto al 2000, coerentemente con la tendenza a livello nazionale.

Anno Vacche da latte Δ%
2000 20.030 -
2007 20.741 +3,5%
2008 20.669 +3,2%
2009 21.188 +5,8%
Fonte: http://agri.istat.it/

Per quanto riguarda la fase “industriale” del settore lattiero-caseario, in Molise si riscontra la presenza di poco meno di 40 caseifici e centrali del latte3. Secondo i più recenti dati Istat disponibili (anno 2007), le unità produttive localizzate nella regione pesano per il 2% sul totale nazionale e per il 4% sulla macroarea Sud e Isole. Nell’arco del triennio 2005-2007 il contesto generale manifesta una sostanziale stabilità, con una variazione positiva del numero di imprese pari a +2%, diversamente da quanto verificato a livello nazionale (-5%).

I caseifici rappresentano un settore di attività consolidato nella regione e sono presenti, in particolare, nell’Alto Molise, dove si riscontra una maggiore predisposizione alla lavorazione tradizionale rispetto al resto della regione. I caseifici presenti, infatti, sono prevalentemente di piccole dimensioni e di antica costituzione; non mancano realtà significative

In provincia di Isernia le imprese del comparto lattiero-caseario sono localizzate per circa il 10% nel capoluogo di provincia e per il restante 90% nei comuni della provincia. Si tratta in generale di aziende di medie dimensioni, con un fatturato medio pari a 50.000 €.


2 http://agri.istat.it/
3 Istat, Dati annuali sul settore lattiero-caseario. Dati nazionali e regionali - Anni 2002-2008 (http://agri.istat.it/).

I prodotti del settore lattiero-caseario

Con riferimento ai prodotti del comparto lattiero-caseario, in Molise il più rilevante è il latte alimentare con una produzione che supera, sulla base dei più recenti dati Istat disponibili, 23.000 t nel 2007 (soprattutto latte intero, per il 67%), ossia l’1% del totale nazionale e il 5% relativamente al Mezzogiorno. La produzione molisana di burro si attesta invece a circa 2.200 t ovvero circa il 2% della produzione nazionale e ben il 20% della produzione riferita a Sud e Isole. Per quanto riguarda infine i formaggi, la produzione corrisponde al 2% sul totale nazionale e al 10% sul totale riferito al Mezzogiorno; si tratta soprattutto di formaggi freschi (88%), prodotti di punta per il Molise, che pesa infatti per il 5% sulla produzione italiana di formaggi freschi e per il 14% del subtotale riferito alla sola area meridionale e insulare.

Secondo i più recenti dati Istat disponibili, la produzione di formaggi in Molise è cresciuta a ritmo sostenuto con una variazione del 32% nel triennio 2005-2007, soprattutto grazie alla dinamica dei formaggi freschi – che, come detto in precedenza, costituiscono quasi il 90% della produzione – che hanno registrato una crescita del 25% dei volumi prodotti.

Anno Latte alimentare Burro Formaggi
2005 24.948,1 596,1 19.224,7
2006 23.263,4 2.246,9 25.431,3
2007 24.175,6 2.207,6 20.738,9
Fonte: http://www.istat.it/(dati in tonnellate, anno di riferimento: 2007)

Oltre alla mozzarella, una delle più note specialità molisane è probabilmente il caciocavallo, un formaggio vaccino a pasta filata dura, tipicamente a forma di pera; segue il burrino, un formaggio stagionato prodotto con pasta di caciocavallo contenente al suo interno una palla di burro, nato dalla necessità di conservare il burro in un’epoca in cui non esisteva il frigorifero. Altra tipicità è la stracciata (Agnone, Capracotta e Carovilli) a metà strada tra ricotta e mozzarella; di non minore importanza sono poi le ricotte, anche stagionate, i bocconcini, le scamorze, le trecce e il pecorino. Il Molise vanta ,infine, la produzione di Caciocavallo Silano, a Denominazione di Origine Protetta (DOP), come riconosciuto dalla Commissione Europea dal 20034.


4 Qualità dei prodotti agricoli: http://ec.europa.eu/agriculture/quality/



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